La nostra presenza viva come francescani in Terra Santa, in mezzo a conflitti, caos e disperazione, rivela storie di resilienza e fede che brillano attraverso l’oscurità.
Abbiamo dedicato la nostra vita al servizio del popolo in Terra Santa e ci siamo impegnati a essere fari incrollabili di speranza che emanano dalla luce della gloriosa Resurrezione, anche in mezzo alla guerra in corso a Gaza e all’attuale violenza sfrenata che coinvolge Israele e Iran.
Sebbene il tumultuoso panorama politico possa essere opprimente, la mia esperienza personale riflette un impegno profondamente radicato verso i doni pentecostali dello Spirito di amore, speranza e pace, tutti incarnati nella promessa della Resurrezione.
Il mio viaggio come custode della speranza è iniziato molto prima dello scoppio delle attuali ostilità. Sono arrivato in Terra Santa con un cuore pieno di compassione, ispirato dagli insegnamenti di Cristo e dall’impegno francescano di abbracciare povertà, umiltà e servizio. Eppure, come si può mantenere un tale spirito di fronte alla violenza che pervade la vita quotidiana?
La risposta risiede in una fede profonda e nella comprensione della Resurrezione. Ogni giorno, siamo testimoni della fragilità della vita. Il suono delle sirene, le esplosioni e le grida di chi soffre sono diventati un sottofondo costante alla nostra missione, sia in Terra Santa che nei territori serviti dalla Custodia, tra cui Rodi.
Eppure, in questo tetro aspetto esteriore, vediamo la resilienza dello spirito umano. Sono le persone che ci circondano: famiglie distrutte, bambini spaventati dai rumori della guerra e anziani oppressi dal dolore. In queste interazioni, possiamo trovare l’essenza della speranza e dell’amore. Siamo ispirati da persone che, pur avendo perso tutto, continuano ad aiutarsi a vicenda, incarnando gli insegnamenti stessi di Cristo.
Il nostro ministero va oltre la cura spirituale; implica atti tangibili di servizio, facendo tutto il possibile per unire persone di fedi diverse nella comune ricerca della pace. La nostra fede nel dono dello Spirito – l’idea che amore e compassione siano i doni supremi che ci scambiamo – deve essere evidente nelle nostre azioni concrete. Anche nei momenti più bui, quando la disperazione minaccia di consumarci, cerchiamo di trasmettere il messaggio che l’unione e l’amore possono sconfiggere l’odio e la divisione. Inoltre, ora affermo, come osservazione personale, che la mia comprensione della Resurrezione costituisce la pietra angolare di questa speranza, ovvero che la promessa della vita oltre la morte non è semplicemente un concetto teologico, è, e deve essere, una realtà vissuta.
Ogni Pasqua, celebrando la Resurrezione, incoraggiamo le nostre comunità a guardare oltre il dolore del momento e a immaginare un futuro in cui regni la pace. La speranza della Resurrezione non è solo un evento, ma un potente invito a vedere ogni momento di oscurità come un precursore della luce. Aggrapparsi al dono dello Spirito significa coltivare una disposizione interiore alla pace, indipendentemente dalle circostanze esterne. Durante le nostre preghiere quotidiane, dove il silenzio diventa un rifugio e l’ascolto della voce di Dio diventa una pratica centrale, è in questi momenti sacri che possiamo sperimentare la trasformazione dei nostri cuori, mentre la paura cede il passo alla fede e la disperazione viene dolcemente sostituita dal coraggio di andare avanti in mezzo al tumulto.
Sono stato in Terra Santa la scorsa settimana, con questa guerra che infuriava intorno a noi, i missili che volavano a centinaia sul tetto del monastero, eppure, questo è diventato un toccante promemoria che la gioia può fiorire anche nella disperazione e che la pace può essere saldamente piantata quando nutrita da atti di gentilezza, comprensione e amore.
In effetti, mentre le guerre possono infuriare, i semi di speranza che coltiviamo fioriranno ovunque si riuniscano credenti e ricercatori, promuovendo uno spirito di fede resiliente che guarda sempre all’orizzonte con anticipazione.
Dopotutto, la speranza non è solo un sentimento: è un’azione potente che nasce da una fede incrollabile nella bontà dell’umanità e nella promessa dell’amore divino incarnata nello Spirito di verità.
Fr Luca (Gregory) ofm
Custodia di Terra Santa
18 giugno 2025




