Repubblica Dominicana. GPIC e formazione francescana si sono incontrate nell’esperienza vissuta dai dodici frati che compongono il Noviziato della Provincia Francescana “Nostra Signora di Guadalupe” dell’America Centrale, Panama e Caraibi, i quali hanno partecipato a un laboratorio sulla Giustizia, Pace e Integrità del Creato (GPIC), animato da Fr. Daniel Rodríguez Blanco, OFM, dell’Ufficio generale GPIC dell’Ordine dei Frati Minori.
I frati novizi, provenienti da cinque Paesi, hanno condiviso uno spazio di riflessione, dialogo e lavoro fraterno, volto a scoprire che la GPIC, più che un ambito di attività o un compito specifico all’interno dell’Ordine, è una dimensione trasversale della spiritualità e della forma di vita dei Frati Minori.
GPIC e formazione francescana: una dimensione trasversale
Il laboratorio ha articolato diverse esperienze e contenuti che hanno permesso di passare dalla propria storia alla realtà e dalla contemplazione di tale realtà all’impegno.
Il punto di partenza è stato la convinzione che, per ascoltare il grido dei poveri e del creato, sia necessario imparare anche ad ascoltare la propria storia e riconoscere come Dio si sia reso presente in essa attraverso persone, avvenimenti, incontri e processi di riconciliazione.
In questo contesto, “La dimenticanza del lebbroso” ha permesso di ritornare a uno degli avvenimenti fondamentali della conversione di san Francesco d’Assisi: il suo incontro con i lebbrosi. L’esperienza ha aiutato a interrogarsi su chi siano oggi i lebbrosi che rimangono dimenticati, quali siano le realtà che preferiamo non guardare e in che modo l’incontro con coloro che vivono nelle periferie possa trasformare anche la propria vita.
Laudato si’ e il grido della terra e dei poveri
Un’altra delle risorse utilizzate è stato il documentario La Lettera, legato all’enciclica Laudato si’ di papa Francesco. A partire dalle storie e dalle problematiche presentate nel documentario, i novizi hanno dialogato sulla crisi socio-ambientale e sulla profonda interdipendenza esistente tra il grido della terra e il grido dei poveri.
La riflessione è stata accompagnata anche dall’approfondimento della Dichiarazione di Assisi 2025, dell’articolo 1 delle Costituzioni Generali dell’Ordine dei Frati Minori e di altri elementi della spiritualità francescana che hanno permesso di comprendere come l’opzione per la giustizia, la costruzione della pace e la cura del creato scaturiscano dalla stessa professione evangelica.
Questa esperienza è stata espressa nelle parole di uno dei novizi:
“La GPIC è più di un’istanza: è esperienza, testimonianza, denuncia e carità”.
Un’esperienza alimentata dal carisma ricevuto da san Francesco e chiamata a rendersi visibile in ogni frate che desidera essere segno di pace e di speranza in mezzo alle guerre, alla fame, alla migrazione e alla disperazione.
Manifesto GPIC del Noviziato 2026
Come parte di questo processo di GPIC e formazione francescana, i novizi hanno inoltre realizzato una lettura fraterna di alcune delle situazioni sociali e ambientali presenti nei territori della Provincia.
Questo discernimento è sfociato nell’elaborazione del Manifesto GPIC del Noviziato 2026, con il motto:
“Essere fratelli di tutti, camminando nell’amore e nella gioia”.
Nel Manifesto, i frati constatano, tra le altre situazioni, la realtà delle persone migranti nel territorio provinciale e, in particolare, la situazione dei migranti haitiani nella Repubblica Dominicana, spesso colpiti dalla discriminazione, dalla xenofobia e dal razzismo.
Esprimono inoltre preoccupazione per la normalizzazione del consumo di droghe tra i giovani e per le strutture criminali legate al loro commercio, per la dipendenza dal gioco d’azzardo, per le conseguenze sociali e ambientali dell’attività mineraria, per i femminicidi e per altre situazioni che ledono la dignità umana e l’integrità del creato.
Dall’analisi della realtà all’impegno
Dopo aver preso atto delle diverse realtà, i novizi sono stati invitati a interrogarsi anche: a che cosa ci impegniamo?
In questo modo, il Manifesto è diventato un’espressione comunitaria del desiderio di assumere atteggiamenti e scelte concrete a partire dall’attuale tappa della loro formazione francescana.
Il laboratorio si è svolto, inoltre, nel contesto della celebrazione degli ottocento anni del Transito di san Francesco d’Assisi, offrendo l’opportunità di ritornare all’esperienza del Serafico Padre e di interrogarsi su che cosa significhi essere frati minori di fronte alle ferite del nostro tempo.
Il Manifesto GPIC del Noviziato 2026 rimane così come memoria di un laboratorio, espressione di un processo formativo, e lascia una domanda che accompagnerà il cammino di questi dodici frati:
Come essere oggi fratelli di tutti, camminando nell’amore e nella gioia, in mezzo alle realtà concrete dei nostri popoli?




