“Mai più guerra, mai più.” L’appello di Papa Paolo VI nel suo discorso alle Nazioni Unite il 4 ottobre 1965.
“Tanti innocenti morti. … Le guerre sono sempre una sconfitta, sempre. Non c’è vittoria totale, no. Sì, uno vince sull’altro, ma dietro c’è sempre la sconfitta del prezzo pagato.» Il lamento di Papa Francesco al Cimitero di Guerra di Roma il 2 novembre 2023.
“Vorrei invitare tutti a pensare nel proprio cuore a tanti innocenti, tanti bambini, tanti anziani, totalmente innocenti, che sarebbero anch’essi vittime di questa escalation di una guerra che è già iniziata e che, fin dai primi giorni, abbiamo detto: ‘Torniamo al dialogo, alla negoziazione, cerchiamo di risolvere questi problemi.’” L’invito urgente di Papa Leone XIV, che ha condiviso appena pochi giorni fa.
Anche se speriamo che il cessate il fuoco di due settimane nella guerra in Iran regga, la necessità di prestare attenzione e rispondere alla saggezza di queste dichiarazioni papali rimane attuale. Quindi:
- Come francescani degli Stati Uniti, non possiamo restare in silenzio di fronte alla guerra che si sta intensificando in Iran (e altrove) o di fronte alla retorica che minaccia di “annientare un’intera civiltà”.
- Come discepoli di Gesù Cristo, il Principe della Pace, non dobbiamo, con il nostro silenzio, diventare complici di una guerra che viola palesemente i principi consolidati della teoria della guerra giusta.
- Come esseri umani che riconoscono e rispettano il valore intrinseco e la dignità di tutte le donne e di tutti gli uomini come fratelli e sorelle creati a immagine e somiglianza di Dio, non possiamo permetterci di abituarci, rassegnarci o essere indifferenti alla violenza.
- Come francescani, dobbiamo rifiutare l’attuale retorica del governo statunitense che disumanizza crudelmente il popolo iraniano e, di conseguenza, sminuisce la nostra stessa umanità. Un linguaggio del genere è in diretta opposizione all’insegnamento fondamentale di Gesù: «quello che avete fatto al più piccolo dei miei fratelli o delle mie sorelle, l’avete fatto a me» (Matteo 25,40).
- Come francescani, dobbiamo denunciare l’attacco ai civili e alle infrastrutture pubbliche in Iran (e altrove). Tali azioni costituirebbero crimini di guerra.
Per questo, invitiamo tutti coloro che ascoltano questo messaggio a:
- Non perdere la speranza — sapere che la speranza si fonda sulla verità rivelata nella risurrezione di Gesù Cristo: che l’amore è più forte della violenza e della morte.
- Sii coraggioso nel contattare i tuoi leader politici in un instancabile appello alla pace.
- Partecipa ad azioni che costruiscano strategicamente una cultura di pace sia a livello locale che internazionale.
- Prega e digiuna instancabilmente per la pace e per avere la forza e la visione necessarie per lavorare per la pace. Ad esempio, Papa Leone ha invitato tutti a partecipare a una veglia di preghiera per la pace sabato 11 aprile.
In questi tempi così turbolenti, prendiamo sul serio e mettiamo in pratica le parole di Papa Leone XIV: “Dio è amore! Abbi pietà! Ricordate che siete fratelli e sorelle! … Lasciamo che i nostri cuori siano trasformati dall’immenso amore di Dio verso di noi! Che chi ha le armi le deponga!
Che chi ha il potere di scatenare guerre scelga la pace! Non una pace imposta con la forza, ma attraverso il dialogo! Non con il desiderio di dominare gli altri, ma di incontrarli!”
Consiglio Provinciale
Frati Francescani
Provincia di Nostra Signora di Guadalupe, U.S.
8 aprile 2026




