Il viaggio che avrebbe dovuto portare Genevelle al confine con gli Stati Uniti si è concluso in tragedia. La giovane africana, 27 anni, è caduta dal treno su cui viaggiava verso nord ed è rimasta distesa sui binari. Ha cercato di mettersi in salvo, ma non è riuscita a farlo in tempo: il treno le ha lacerato il piede destro. Era mezzogiorno, nel settembre 2024. Il dolore, indescrivibile, poteva essere espresso solo con urla e lacrime.
Mentre lei lottava per sopravvivere, i suoi tre compagni di viaggio, con cui aveva attraversato l’Atlantico, hanno continuato il viaggio con il peso di averla lasciata indietro. Tutto indica che hanno raggiunto il loro obiettivo.
Quello stesso giorno, molto vicino al luogo dell’incidente, Sandra Martínez e Aracely Llanes, membri della Casa Francescana Guaymas, stavano svolgendo il loro lavoro quotidiano di consegna di cibo e kit igienici ai migranti che passano per il famoso Empalme, a dodici chilometri da Guaymas, nello stato di Sonora. Appena venute a conoscenza dell’incidente, sono accorse immediatamente: le hanno offerto dell’acqua, l’hanno protetta dal sole cocente e l’hanno trasportata con il veicolo della missione all’Ospedale Nazionale di Guaymas. Lì è rimasta per circa sette mesi, riprendendosi dall’intervento chirurgico ed elaborando il suo lutto. Le hanno salvato la vita, ma non sono riusciti a salvare il suo piede.
Casa Francescana: 70 anni a servizio dei più vulnerabili

La Casa Francescana Guaymas, fondata più di settant’anni fa dalla Provincia Francescana di Santa Barbara (Stati Uniti), è un punto di riferimento fondamentale per la popolazione più bisognosa della regione. La presenza francescana è riconoscibile nelle numerose cappelle che costellano la città, testimoni di decenni di lavoro pastorale e sociale.
Oggi la missione dispone di una solida infrastruttura per sostenere quindici programmi dedicati alla salute fisica e mentale, all’istruzione, all’alimentazione, al sostegno umanitario, ai migranti e all’accompagnamento delle persone senza fissa dimora. Tra le sue strutture vi sono ambulatori medici, dentistici e psicologici, una farmacia, camere di accoglienza, uffici amministrativi, una casa per i volontari e un’altra per la fraternità francescana, una mensa per bambini e adulti e un centro di sostegno scolastico.
Dal giorno dell’incidente, Casa Francescana si è presa cura di Genevelle. Dopo la sua lunga degenza in ospedale, le è stata assegnata una sistemazione all’interno della struttura.
Una nuova routine e nuove speranze

Oggi Genevelle inizia le sue mattinate con la Santa Messa delle 7:30 nella piccola cappella della missione, insieme ai collaboratori e ai volontari. Nel tempo libero crea bigiotteria da vendere per ricavare un piccolo introito. Tuttavia, ciò che più la entusiasma e la stimola sono le lezioni di inglese che impartisce ai bambini del progetto educativo della Casa Francescana.
Il direttore della Missione Francescana di Guaymas, Fr. Martín Ibarra, OFM – Vicario della Provincia di Santa Barbara – spiega il lavoro della missione attraverso una grande mappa dello stato di Sonora dove sono indicate tutte le comunità assistite. Egli distingue due modalità di lavoro: la missione interna, incentrata sui programmi che si svolgono all’interno delle strutture, e la missione esterna, che implica recarsi nelle comunità rurali per portare gli stessi servizi. È stata proprio la missione esterna che ha permesso a Sandra e Aracely di incontrare Genevelle e salvarle la vita.
Una tradizione di servizio che lascia il segno
Nel cuore di Guaymas sorge il Conservatorio di Musica Fray Ivor Toneck, un elegante edificio bianco che ricorda l’impegno di questo frate francescano, che ha dedicato la sua vita a promuovere la musica tra i giovani del luogo. Con impegno e lungimiranza, Fr. Ivor è riuscito a fare del conservatorio uno spazio per la formazione professionale nelle arti musicali.
Pellegrini di speranza
Genevelle non ha rinunciato al suo sogno iniziale. Aspetta pazientemente che si creino le condizioni per tentare di attraversare il confine. Nel frattempo, la Casa Francescana è la sua casa e il suo team di volontari e collaboratori è la sua famiglia. La sua storia è una testimonianza vivente di cosa significhi essere una pellegrina di speranza.
Quella stessa speranza che ha accompagnato Aracely Llanes, scomparsa il 27 novembre 2024, appena due mesi dopo l’incidente. Ha dedicato il penultimo mese della sua vita a prendersi cura di Genevelle in ospedale. La sua dedizione rimane un atto d’amore e di servizio che onora profondamente il carisma francescano.
Fr. Daniel Rodríguez Blanco, OFM
Direttore dell’Ufficio Generale GPIC





